di San Justin Popovic
da: Dogmatica della Chiesa Ortodossa, L’Âge d’Homme, Lausanne.
L’autocoscienza della Chiesa fondamentalmente è sempre cattolica (sobornaja), poiché sempre è divino-umana. Il Dio-Uomo Gesù Cristo è la sostanza e la garanzia dell’unità e dell’unicità dell’autocoscienza della Chiesa, poiché egli è l’Unico Capo della Chiesa. Tutto nella Chiesa è cattolico (sobornoje): lo spirito, il cuore, la coscienza, la volontà, la vita e la preghiera, ogni sacramento ed ogni virtù santa. Questa “buona notizia” (evangelion), ispirata da Dio, è annunciata dall’Apostolo Paolo: “Noi abbiamo lo spirito del Cristo”. Quest’universale cattolicità (sobornost’) ha il suo linguaggio nei concili ecumenici. Essi sono il perfetto osservatorio della consapevolezza cattolica (sobornaja) e dell’autocoscienza della Chiesa e, oltre a tutto, della sua coscienza e coscienziosità divino-umana. Dio “abita nei Santi” ed in loro è presente la autocoscienza e la coscienza divinizzata e divino-umana della Chiesa. Questa, in quanto Dio-Verbo incarnato, e con ciò Verità incarnata, per ciò stesso è il supremo criterio della Verità, il supremo tribunale della Verità e di conseguenza la lingua della Verità. Ed i concili ecumenici, in tutto e per tutto divino-umani, sono in realtà questo linguaggio divino e la bocca della Verità. Poiché con tutto il loro essere sono l’espressione del Dio-Uomo e dello Spirito della Verità, essi conoscono, essi hanno ed esprimono tutta la Verità divino-umana, trinitaria della Chiesa. La Verità trinitaria si esprime per mezzo dei Santi Padri dei concili, santi Teofori che parlano la lingua del Cristo.