Fate ogni cosa per la gloria di Dio (1Cor. 10, 31)

Lo scopo finale della musica non deve essere altro che la gloria di Dio e il sollievo dell'anima (Johann Sebastian Bach)
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giovedì 23 febbraio 2017

Monaci irlandesi

Di Enzo Farinella

Da: Feile-Festa

La storia del monachesimo irlandese, da San Patrizio e San Declan, gli iniziatori di questo movimento, agli “itineranti” per Cristo, è quanto mai affascinante. Nel VI secolo d.C., l’abate di Iona (Scozia), Adamnam (624-704), in De locis sanctis 3, 6, 1-3, scrive come il monaco Arculf, di passaggio da Catania, abbia visto il fuoco del vulcano e sia rimasto colpito dal borbottare dell’Etna, che faceva tremare tutta la Sicilia. Troviamo monaci irlandesi dappertutto nel mondo allora conosciuto, in Inghilterra, Scozia, Francia, Svizzera, Belgio, Italia, Ungheria, Russia, Islanda, Groenlandia e America. Le loro qualità, soprattutto la conoscenza della lettura e dell’editoria, permisero loro di divenire consiglieri in grandi posti di responsabilità, come alla Corte di Carlo Magno, fondatori di monasteri, università (insegnanti ed educatori) e città, editori e molto rispettati in altri campi.

La Grande Quaresima: origini storiche

Visto che tra qualche giorno inizierà la Grande Quaresima, cerchiamo di capire qualcosa di più di questo importante periodo liturgico per poterlo affrontare con una maggiore consapevolezza.

Durante i primi secoli della Chiesa, non si trovano tracce della Quaresima così come la intendiamo ora. Alla fine del II secolo, Sant'Ireneo, vescovo di Lione, attesta il disaccordo che vi era tra le Chiese non soltanto sul giorno della celebrazione della Pasqua, ma anche sul digiuno che doveva precederla. “Gli uni - diceva - pensano che bisogna digiunare un giorno, gli altri due, altri tre, altri infine danno al loro digiuno una durata di 40 ore” . Il digiuno di cui parla Sant'Ireneo deve essere inteso come digiuno unico e ininterrotto.

Sappiamo da Tertulliano, che scrisse all’inizio del III secolo , che i Montanisti africani digiunavano due settimane all’anno, esclusi il sabato e la domenica, mentre i “Cattolici” si accontentavano di digiunare, il venerdì e il sabato santi, giorni in cui, essendo privati dello Sposo, dovevano digiunare secondo il comandamento del Signore.

lunedì 31 ottobre 2016

Ci risiamo! E’ di nuovo la “festa di Halloween”

A gentile richiesta, ripropongo un testo importante che chiarisce le idee su questa “festa” totalmente estranea alla nostra cultura e al Cristianesimo ma che fa sempre nuovi proseliti come certe trasmissioni televisive demenziali: grandi fratelli, isole di famosi (ma quando e a chi?), intrattenimenti pomeridiani, talent vari e cuochi-divi. E se il livello è questo, c’è poco da stare allegri!

Halloween, una festa neopagana ed anticristiana[1]

Holy New Martyrs of Russia Parish Bulletin, Mulino, OR. - Tradotto per © Tradizione Cristiana da E. M. ottobre 2011 - L’originale è qui.

L’allegra festa della Zucca (Halloween)

venerdì 21 ottobre 2016

Le Scale Modali

Per capire cos’è una scala Modale, bisogna capire cos’è la scala Tonale, non soltanto nei suoi meccanismi, ma soprattutto nei suoi principi.

I principi fondamentali della scala e della musica tonale

Quasi tutti i suoni (o note) contengono tanti altri piccoli suoni detti suoni armonici, alcuni suoni invece (più rari - ad esempio il diapason) non contengono questa gamma di suoni armonici. Il suono con armonici è considerato un suono “impuro”, quello che ne è privo, invece, un suono “puro”. Questa definizione non significa che il suono “impuro” sia meno bello dell’altro, anzi è esattamente il contrario, in quanto questo suono è indubbiamente più ricco, più caratteristico ed interessante: basta confrontare il suono di uno strumento qualunque e quello di un diapason. I suoni armonici accompagnano il suono principale, detto suono fondamentale, secondo criteri precisi non stabiliti dall’uomo, ma dalla natura stessa ovvero da precise leggi fisiche.

venerdì 14 ottobre 2016

1 / 14 ottobre: La Vergine della cintura e del manto protettore (in russo «Pokrov»)

da: Egon Sendler, Le icone bizantine della Madre di Dio, ed. S. Paolo.

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Il santuario di Blacherne è stato in ogni tempo luogo privilegiato della devozione mariana di Bisanzio. Lì erano venerate le celebri icone miracolose della Madre di Dio, lì era conservata una delle più preziose reliquie, il velo della Madre di Dio. Esso attirava le folle e i pellegrini del mondo cristiano intero. Questo velo, omofórion (o maforion), era un lungo pezzo di tessuto che copriva la testa e il corpo delle donne come un mantello, fino alle ginocchia. In Oriente era la veste propria delle diaconesse e delle vergini consacrate. In Occidente diventa la veste tipica della Madre di Dio e delle sante donne.

venerdì 30 settembre 2016

Arpa e cetra, gli strumenti dell'Antico Testamento

Di Valeria Novembri

Il primo riferimento alla musica nella Bibbia si trova poco dopo il racconto della creazione: insieme alla pastorizia e all’artigianato essa riveste un ruolo di primo piano come primordiale manifestazione di civiltà. In Genesi 4,21, infatti, Iubal, uno dei discendenti di Caino, ci viene presentato come «il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto», mentre i suoi fratelli Iabal e Tubalkàin incarnano rispettivamente «il padre di quanti abitano sotto le tende accanto al bestiame» e «il fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il ferro». 

In questa prima menzione degli strumenti musicali appartenenti alla tradizione ebraica, si può facilmente notare una non casuale distinzione fra strumenti a corda (la cetra) e strumenti a fiato (il flauto). Pare che una simile suddivisione non fosse priva di significato: i primi, tra cui la lira, l’arpa e la cetra, che servivano ad accompagnare il servizio liturgico, erano gli strumenti propri dei leviti, incaricati dell’esecuzione musicale all’interno del Tempio, mentre i secondi e in particolare il corno, generalmente di ariete o di capro, mai di bue, e la tromba, realizzata in metallo prezioso, erano destinati ai sacerdoti, a causa della loro notevole componente simbolica.

mercoledì 21 settembre 2016

8 / 21 Settembre: Natività della Tuttasanta Madre di Dio e Semprevergine Maria

La prima grande festa dell’anno liturgico bizantino, che inizia il 1° settembre (il 14 del calendario civile), è la nascita della Santissima Madre di Dio, l’8 settembre (21 del calendario civile). Sorta dapprima a Gerusalemme, questa celebrazione si ricollega alla dedicazione di una chiesa, nel luogo tradizionalmente indicato come la casa di Anna e Gioacchino; dal VI secolo venne festeggiata anche a Costantinopoli e più tardi a Roma. Alcuni dati dell’avvenimento, quali li troviamo nei testi liturgici, sono ripresi dal Protoevangelo di Giacomo: i nomi dei genitori, giusti e pii, la loro tristezza di non aver figli, il prodigioso annuncio dell’angelo circa una loro figlia dal destino eccezionale. La nascita della fanciulla Maria, futura Madre di Dio, è vista come l’inizio del piano della redenzione; da ciò la sua importanza e il tono gioioso che la caratterizza.

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sabato 3 settembre 2016

Il Temperamento

Da "Gli arretrati della pagina dell'organo" http://xoomer.virgilio.it/fborsari/arretra/tecnica/index.html

Parlare di Temperamento (o, per meglio dire, di Temperamenti) ... è assai difficoltoso ... Prima di partire con il nostro discorso dobbiamo però ricordare alcune cosette fondamentali. La prima è che la distanza tra i vari suoni è determinata dal rapporto tra le loro frequenze. Ad esempio l'intervallo tra due suoni posti all'ottava (ad esempio Do2 e Do3) è determinato dal rapporto 2/1 (il secondo suono ha una frequenza doppia rispetto al primo). Allo stesso modo possiamo dire che l'intervallo tra il Do1 ed il Sol1 è determinato dal rapporto 3/2 (poiché il Sol ha una frequenza di 391,2215 Hz ed il Do di Hz ne conta 261,6256). Questo intervallo è definito come "quinta pura". Altra cosa fondamentale da ricordare è che il cent è la parte più piccola in cui si può dividere un intervallo (cioè la distanza tra un suono e l'altro) e che l'intervallo di ottava è suddiviso in 1200 cents (e questo valore è immutabile). Sulla base dei necessari calcoli matematici, l'intervallo di quinta pura è composto da 701,95 cents. L'ultima cosa da tenere presente è che la successione dei suoni nelle varie scale musicali (soprattutto quelle più antiche) ha spesso avuto come base la successione delle quinte, cioè dei rapporti 3/2. Questo perché l'intervallo "puro" di quinta era considerato molto "consonante".

mercoledì 17 agosto 2016

L’icona della Madre di Dio di Iviron

 
 
La tradizione vuole che questa icona sia stata dipinta direttamente dall'evangelista Luca. Nel IX sec. l'icona era di proprietà di una vedova che viveva a Nicea, città dell'Asia minore, attualmente scomparsa, ma all'epoca molto famosa perché sede dei due noti concili ecumenici, nel primo dei quali (325) fu composto il Credo di Nicea. Durante il regno dell'imperatore iconoclasta bizantino Teofilo i soldati irruppero nella casa della vedova, dove in una piccola cappella l'icona della Madre di Dio occupava il posto d'onore. L'ordine dei soldati era quello di sequestrare e distruggere tutte le immagini sacre trovate sia presso le case dei sudditi, quanto presso i luoghi sacri. In segno di disprezzo, uno dei soldati sfregiò l'icona con la sua spada e subito del sangue cominciò a sgorgare dalle guance della Vergine, proprio nel punto ove la spada aveva colpito.

domenica 7 agosto 2016

Nicola Kavasilas: La preghiera nell’esperienza ecclesiale

Di Pietro Galignani

Da Simposio Cristiano, ed. dell'Istituto di Studi Teologici Ortodossi "S. Gregorio Palamas", Milano 1989, pp. 63-82.

L'impero bizantino subì nel sec. XIV profonde tensioni che incisero profondamente la sua storia. Nicola Kavasilas, che ha pensato in questo periodo, visse tra la ripresa dell'umanesimo greco e la riaffermazione dell'esperienza mistica, tra i progetti per ridare coesione e vitalità allo stato e le manovre destabilizzanti delle potenze mediterranee, tra l'avanzata dell'esercito turco e i tentativi di unione ecclesiale.

Durante la sua giovinezza si schierò con Giovanni Cantacuzeno contro la reggenza per Giovanni Paleologo. Nel 1349 Giovanni, Demetrio Cidone e Nicola progettarono di ritirarsi in un monastero ma il progetto non ebbe esecuzione. Nel 1354 l'imperatore Giovanni Vi abdicò e si ritirò in un monastero e forse ebbe la compagnia dell'amico Nicola.

venerdì 29 luglio 2016

Il sistema modale tra Oriente e Occidente

Tratto da: http://www.examenapium.it/meri

Premesse

La teoria armonica medioevale è formulata tardi, verso il IX secolo, quando i franchi, a seguito della riforma carolingia avevano cominciato ad acquisire il rito romano, in un momento quindi in cui il repertorio liturgico è in gran parte definito (seppur non ancora notato, quindi non stabilizzato). Non solo la svolta radicale imposta da Carlo Magno indurrà ben presto a fermare i canti su carta, ma obbligherà i teorici a formulare regole destinate a sistematizzare il vastissimo repertorio. I primi esperimenti in questo senso si collocano non a caso Oltralpe.

Tuttavia il sistema che si viene configurando, detto appunto modale, benché valido almeno fino a Bach (che chiama Dorica la fuga BWV 538), si rivela più un abito indossato a forza che la definizione teorica di una prassi (peraltro troppo eterogenea per essere rigidamente organizzata). Pretendendo di conciliare elementi affatto diversi – l'octoechos bizantino (struttura liturgica orientale), il sistema classico greco (teoria speculativa), la natura del canto liturgico (prassi esecutiva) – presenta numerose incongruenze che è bene mettere in luce ripercorrendone la genesi, al fine di distinguere prerogative interne da altre solo terminologiche.

martedì 12 luglio 2016

La festa dei santi apostoli Pietro e Paolo

Il 29 giugno (12 luglio del calendario civile), la Chiesa celebra la festa dei santi Protocorifei degli Apostoli Pietro e Paolo. Il Sinassario bizantino (una sorta di martirologio, cioè una raccolta di notizie brevi relative alle commemorazioni liturgiche giornaliere) segna: «Il 29 del medesimo mese [giugno], memoria dei santi, gloriosi e famosissimi apostoli e protocorifei Pietro e Paolo», e l’ufficiatura ripete nel titolo: «Memoria dei santi, gloriosi e famosissimi apostoli e protocorifei Pietro e Paolo».

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mercoledì 15 giugno 2016

Davide, un arpista biblico

di Marianne Gubri (Vedi nota in calce) - Estratto dall'articolo "Il simbolismo dell’arpa nelle immagini dal Medio Evo al Seicento".
 
Le prime raffigurazioni del Medioevo che rappresentano il Re Davide lo associano all’arpa in qualità di autore dei Salmi. Si tratta in realtà di un’invenzione medievale, legata ad una erronea traduzione della Bibbia, che ha permesso di creare un nuovo tema iconografico e musicale. Le ultime ricerche tendono in effetti a dimostrare che l’arpa non è realmente esistita nel mondo ebraico, ma che lo strumento a corde utilizzato per accompagnare danze e canti sacri (kinnor) fosse più apparentato alla famiglia delle lire.
 
Questa attualizzazione non è del resto unica nel periodo medievale se pensiamo per esempio che un simile errore di interpretazione ha affermato che durante il suo martirio Santa Cecilia fosse accompagnata da canti e da strumenti (in particolare l’organo), mentre in realtà i riferimenti musicali non sono presenti nel testo originale. Allo stesso modo, il mitico Orfeo, suonatore della lira nel mondo greco, ha visto il suo strumento trasformarsi in ‘lira da braccio’ nel corso del Quattrocento, facendo di uno strumento di origini popolari simile alla viella il simbolo del pastore antico e presto dei poeti rinascimentali.

giovedì 12 maggio 2016

Il momento della verità per l’Ortodossia

Un saggio molto interessante e ancora molto attuale di Padre Alexander Schmemann - Da "Le moment de vérité pour l'Orthodoxie" in «Un nouvel age oecumenique» Editions du Centurion, 1966 Paris.

Un drammatico malinteso
 
Ufficialmente la partecipazione ortodossa al Consiglio appare come una tradizione ben stabilita tale da non sollevare né domande né dubbi. Ma quest’ottimismo ufficiale corrisponde alla situazione reale? In piena onestà devo rispondere no. Questo breve scritto vuole giustamente mostrare in primo luogo l'esistenza di una differenza pericolosa tra la posizione ufficiale delle Chiese ortodosse ricevute nel Consiglio Ecumenico delle Chiese e l’Ortodossia "reale"; in secondo luogo, questa differenza costituisce, per il Consiglio Ecumenico delle Chiese, un urgente problema che, se non è compreso e oltrepassato in tempo, rischierà di comportare, presto o tardi, una drammatica crisi nel movimento ecumenico.

venerdì 6 maggio 2016

L’icona di Maria “Sorgente di Vita” (Zoodòchos Pighì) la cui festa si celebra il venerdì di Pasqua

“In quel tempo, Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: «Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me. Come dice la Scrittura, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non c'era ancora lo Spirito perché Gesù non era stato ancora glorificato.” (Gv 7, 37-39)

"Tu che hai generato la Pioggia sovraceleste, ti sei dimostrata Fonte che fa scorrere la vita, o Vergine, e sempre tu fai sgorgare per noi dalla tua fonte il nettare dell'immortalità, l'acqua zampillante verso la vita con flussi melliflui. Bevendone, noi ti acclamiamo: Salve, o Fonte della Vita!". (tropario della festa liturgica, Niceforo Callisto Xantopulo).

FonteVita

giovedì 14 aprile 2016

Johann Sebastian Bach e “Il clavicembalo ben temperato”

 
Il clavicembalo ben temperato (il titolo originale in tedesco è “Das Wohltemperirtes Clavier, oder Praeludia, und Fugen durch alle Tone und Semitonia”) – una delle opere più note del grande Kapellmeister Bach - è una raccolta in due volumi di preludi e fughe composte in tutte le 12 tonalità maggiori e minori. In realtà il termine "clavier" non indica in modo specifico il clavicembalo, ma semplicemente "tastiera", quindi qualunque strumento a tastiera. Tuttavia, i preludi e le fughe del “Clavicembalo ben temperato” vengono eseguiti normalmente al clavicembalo o al pianoforte. Tra i due volumi dell’opera intercorre un intervallo di 22 anni. Infatti, il primo libro fu composto scritto nel 1722 mentre Bach era a Köthen; il secondo fu composto nel 1744, mentre si trovava a Lipsia.

sabato 23 gennaio 2016

Il “Concerto delle Dame” Ferraresi


Nel 1580, a Ferrara, il duca Alfonso II d'Este fondò il gruppo musicale “Il Concerto delle Dame”. Sua moglie Margherita Gonzaga aveva selezionato personalmente i membri di questo esclusivo ensemble totalmente femminile composto dall'arpista Laura Peperara, dalla liutista Anna Guarini e dalla violista Livia d'Arco.
 
Documenti dell'epoca dimostrano che tutte e quattro furono chiamate alla corte per la bellezza della voce, che furono pagate molto bene, e che dovevano essere disponibili per concerti o esecuzioni in qualsiasi momento del giorno.

giovedì 12 novembre 2015

La teoria musicale tra il cinquecento e il seicento. Strumenti del rinascimento

Tratto da arturu.it

Tra la metà del XVI e la metà del XVII secolo la musica europea mutò completamente spirito, carattere, forme, qualità timbriche ed espressive. In sintesi:

  • la polifonia fu ancora impiegata, soprattutto nella musica sacra, mentre si affermò la monodia, che occupò uno spazio sempre maggiore;
  • parallelamente, il contrappunto, imitato e libero, perse importanza rispetto alla nascente scienza dell'armonia;
  • i modi di origine ecclesiastica, sui quali per oltre un millennio si erano basate le composizioni, furono a poco a poco sostituiti dai moderni modi maggiore e minore;
  • la musica strumentale assunse una importanza crescente.

sabato 17 ottobre 2015

L’estetica del suono al tempo di Monteverdi

Di Mauro Uberti. E’ stato docente di Teoria e solfeggio al Conservatorio di Torino, di  Propedeutica della musica e Prassi esecutiva della musica antica al Conservatorio di Pesaro; di Polifonia vocale teorica e pratica e Pre-canto nel Liceo sperimentale di quello di Parma.

Dal convegno sulla vocalità «La didattica del canto nella storia» tenuto il 12 dicembre 2009 nell’Aula di Musica, Università «Sapienza» di Roma.

Premessa

Il tempo di Monteverdi è l'epoca del passaggio dalla polifonia al «recitar cantando» ma, dato che questo è un convegno organizzato dall'Associazione Regionale Cori del Lazio, ho ritenuto opportuno mettere l'accento più sull'aspetto corale che su quello solistico della voce anche perché agli inizi del «recitar cantando» la vocalità non poteva essere altra che quella usata dai cantori in quel tempo operanti, cioè da esecutori di musiche polifoniche; del resto almeno nel caso del madrigale essi cantavano già la propria parte da solisti.

lunedì 5 ottobre 2015

Brevi appunti sulle “Esecuzioni Filologiche”

Di Vinicio Gai, musicologo e organologo

Minipreambolo

Quando nella prima metà del secolo scorso si cominciarono a riutilizzare gli strumenti storici che si erano salvati, ci si trovò di fronte a difficoltà di notevoli proporzioni, il cui elenco è lunghissimo, ma mi limiterò a qualche cenno a cominciare, come sostengono alcuni amici insigni organologi, dal fatto che i musici del passato possedevano un virtuosismo ed una tecnica conformi agli strumenti di cui disponevano e che era andata irrimediabilmente perduta a mano a mano che gli strumenti si erano perfezionati, nonostante che subito dopo l’invenzione delle valvole si rimpiangessero gli strumenti semplici perché il suono veniva considerato migliore. Poi il problema dei locali e della socioacusia (per socioacusia s’intende il fracasso sempre in aumento in cui siamo costretti a vivere nei nostri tempi), per cui in breve sintesi gli orecchi di oggi non sono più quelli del periodo barocco.

Si discusse molto sul fatto se si dovessero adoperare strumenti originali, oppure copie, e se queste dovessero essere conformi all’originale quando esso era nuovo oppure com’è attualmente. Con ingenti sforzi alcuni strumentisti sono riusciti a recuperare, in parte, ciò che era andato perduto; ma alla base di tutto ci sono le qualità del concertista, che al pari di un cantante, se ha le doti naturali può fare molto e bene, ma se queste doti non ci sono allora niente da fare. Uno strumento moderno può essere suonato anche da chi ha una mediocre attitudine, ma lo strumento antico no. Circa poi le esecuzioni del passato, a livello di mediocrità le cose andavano come ci raccontano, ma ai livelli del Bendinelli o del Fantini, celeberrimi suonatori di tromba, le cose erano ben diverse.