Fate ogni cosa per la gloria di Dio (1Cor. 10, 31)

Lo scopo finale della musica non deve essere altro che la gloria di Dio e il sollievo dell'anima (Johann Sebastian Bach)

mercoledì 15 maggio 2013

Il Gesù risorto in Matteo

di san Justin Popovic da “Tumacenje Svetog Evandjelja po Matejn”, 521-526, Beograd 1979; trad. A. S.

La resurrezione di Gesù e le mirofore

(Matteo 28, 1-10)

28, 1. Due Marie, la Madre di Dio e la Maddalena, sono due bianchi gigli celesti nella più profonda tenebra della nostra terra. Oppresse dall’angoscia, esse stanno incessantemente accanto al divino sofferente, mentre soffre, mentre muore e mentre lo seppelliscono (Matteo 27, 61). Esse, anime angeliche, certamente pensavano: “No, non è possibile che tutto questo termini con la tomba e con la morte. È possibile che Gesù completamente muoia? Può la morte essere più forte di lui, che ha risuscitato i morti ed ha guarito tutti i malati?”. Esse sentivano anche troppo l’immortalità e l’onnipotenza della sua persona per non aspettare qualche miracolo e qualche esperienza eccezionale. I loro occhi e le loro anime non conoscono il sonno dacché il corpo di Gesù è nella tomba. Esse prima di tutti, esse sole vanno alla tomba “al sorgere del giorno”, per vederla (vs 1).

28, 2-7. Ed il loro santo amore ed il loro santo zelo è ricompensato da qualcosa che nessun altro essere umano mai proverà. Ecco: “Improvvisamente vi fu un terremoto, un angelo del Signore scese dal cielo, fece rotolare la grossa pietra e si sedette sopra. Aveva un aspetto splendente come un lampo ed una veste candida come la neve. Le guardie ebbero tanta paura di lui che cominciarono a tremare e rimasero come morte. L’angelo parlò e disse alle donne: Non abbiate paura, voi. So che cercate Gesù, quello che hanno inchiodato sulla croce. Non è qui, perché è risorto, proprio come aveva detto. Venite a vedere dov’era il Signore. Ora andate presto! Andate a dire ai suoi discepoli: E’ resuscitato dai morti e vi aspetta in Galilea. Là lo vedrete. Ecco, io vi ho avvisato.”

mercoledì 8 maggio 2013

Pasqua a Busto Arsizio

Ho celebrato la Veglia e la Liturgia pasquali nella nostra chiesa di Busto Arsizio. Eccovi alcune foto.
Cristo è risorto!!!

 
 

martedì 7 maggio 2013

Il canto greco-bizantino

Adattato da http://www.parodos.it/musica_canto_greco.htm

Il canto greco-bizantino è sopravvissuto per secoli sostanzialmente inalterato, tramandato con la consapevolezza del suo enorme valore, quasi paradigmatico. Legato soprattutto alla sfera religiosa, non abbiamo testimonianza scritta del repertorio profano. Ma molti manoscritti riportano, tramite la scrittura neumatica, quel canto sacro definito "eco dell'armonia e della bellezza di Dio", fratello del canto gregoriano occidentale.

Il canto greco-bizantino e la sua influenza sulla musica medievale occidentale

La "pace" tra Chiesa e Impero romano favorì la costruzione di innumerevoli chiese e basiliche su tutto il territorio imperiale, con conseguente sviluppo del cerimoniale e aumento dei centri di produzione culturale; in particolare, la creazione delle circoscrizioni ecclesiastiche presiedute dai metropoliti (Alessandria, Antiochia, Bisanzio) pose le premesse per l'autonomia di tre forti centri di irradiazione culturale, sempre più indipendenti tra loro e da Roma: tutto ciò diede vita allo sviluppo di peculiari tradizioni nel canto liturgico e nel cerimoniale stesso. Il secolo IV vide inoltre numerose e importanti innovazioni per quanto riguarda il calendario ecclesiastico, con l'istituzione di nuove feste, sovrapposte alle antiche celebrazioni pagane ancora diffuse nelle campagne; si stabilì il criterio per decidere ogni anno la data della Pasqua; si svilupparono nuovi culti per i martiri; ecc..., nonché il consolidarsi della pratica di fissare per iscritto formulari di preghiere, ordinamenti di letture e il testo dei canti. Iniziano poi a delinearsi con maggiore precisione i due cicli nei quali saranno distribuite le ufficiature liturgiche: il Proprio temporale (per le feste del Signore e le domeniche) ed il Proprio santorale (per le feste dei santi). Si costruisce quindi un repertorio stabile di preghiere, letture e canti (alcuni dei quali rimarranno sostanzialmente intatti fino ad oggi, come i testi dell'Ordinarium missae - ovvero il Kyrie eleison, il Gloria, il Sanctus), legato in maniera indissolubile alla pratica musicale.

sabato 4 maggio 2013

Il Fuoco Santo di Pasqua a Gerusalemme: un miracolo che continua

Uno dei più eccezionali miracoli che continuano ripetendosi fino al nostro tempo è la discesa del Fuoco Santo sulla Tomba del Signore a Gerusalemme nel corso del Vespro che il Grande Sabato apre la Domenica della Resurrezione. Questo miracolo è conosciuto sin dall'antichità.