Blog cristiano ortodosso - Spiritualità, storia, teologia, patristica, musica, arte e non solo.
Lo scopo finale della musica non deve essere altro che la gloria di Dio e il sollievo dell'anima (Johann Sebastian Bach)
venerdì 13 giugno 2014
La deificazione, scopo della vita umana
martedì 3 giugno 2014
Ucraina: Il Metropolita Alexander (Drabinko) pronostica una separazione tra Chiesa Ortodossa ucraina e il Patriarcato ortodosso di Mosca
Ucraina: La vecchia accusa di nazismo per demonizzare il nemico
Di Padre Vladimir Zelinskij – Da Avvenire.it
Come prende l’avvio un sistema totalitario? Dov’è la sua radice segreta? Non solo nella polizia, nel regime dell’unico partito, con il padre della nazione che accarezza i bambini e ne uccide i genitori. La sua fonte si cela nella scelta mirata del nemico da smascherare e da demonizzare. Ricordiamo le grandi rivoluzioni del secolo scorso, quella bolscevica o quella nazista; prima di battere la strada della futura gloria, si voleva abbattere gli spettri esecrabili del passato. Adesso il mostro che ha scatenato la crisi russa-ucraina, sfiorando la guerra, sarebbe il nazismo il cui immancabile spauracchio troverebbe una nuova residenza a Kiev. Non affermerei che si tratti di un nemico immaginario, ma ridurre tutta la nazione – che cerca una propria identità sotto la bandiera giallo-azzurra – al nazismo di vecchio stampo è come identificare le centinaia di migliaia di badanti che prestano un lavoro umile e faticoso (a volte, davvero cristiano) nelle famiglie italiane con qualche mafioso dell’Europa dell’Est che intrattiene le proprie sporche faccende in Italia (ciò che è stato confermato dalle elezioni presidenziali; due cosiddetti “fascisti” e un comunista hanno ricevuto circa 1% dei voti per ciascuno).
Ucraina: Quella "sacra collera" che riemerge in Russia
Di Padre Vladimir Zelinskij (del nostro Esarcato) – Da Avvenire.it
Se facciamo un bilancio molto sintetico di tutto ciò che è successo tra Ucraina e Russia in questi mesi, dobbiamo riconoscere l’ennesima sconfitta di quest’ultima. Non si tratta, naturalmente, della sconfitta sul campo di battaglia, ma della seduzione dell’enfasi del pensiero unico, rinfocolato dall’odio, che serve da copertura di tutto ciò che si fa con il freddo calcolo politico.
Il crollo dell’Unione Sovietica, secondo le parole di Putin, è stato la più grande tragedia del XX secolo e, dunque, sarebbe una gloria recuperare almeno una parte di questa perdita. Con il passare degli anni, questo recupero potrebbe giustificare tutto. Non soltanto i miliardi spariti (non si sa dove), ma anche il sacrificio della libertà, strangolata ogni giorno con nuove leggi, già adottate o in progetto (come, ad esempio, contro internet, "invenzione della Cia"). Tutto ciò che pian piano ha cominciato a sparire dal 1987, vale a dire: l’armonia (coatta, appassionata ed entusiasta) del numero uno con le folle, la sintonia degli accademici e intellettuali con i "semplici" nella "sacra collera" verso le sagome dei nemici, la fusione della televisione di Stato con il cervello delle masse, la regia del patriottismo sfrenato e dell’aggressività incontrollabile contro tutti coloro che "non sono con noi" e che soltanto il padre carismatico della nazione (che l’ha provocata ed orchestrata) può calmare con le sue parole sagge e moderate… Tutto questo sta ritornando, non solo per un ordine dall’alto, ma anche riemergendo dal subconscio collettivo.
